La cura

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In latino cur è l’avverbio interrogativo perché.
E se la cura fosse solo farsi le domande giuste?
E se curare fosse continuare a chiedersi perché?
E se la curiosità fosse il modo migliore per curare?

Parole Sotto Sale
Piccolo Vocabolario Poetico di Claudia Fabris

 

Cura deriva dalla radice sanscrita Ku-Kau-Kav, osservare, che non è semplice vedere, ma accorgersi, stupirsi e così cambiare l’ordine del mondo per crearne uno nuovo.
Atto di guarigione e creazione, carezza e lampo.
Da qui nasce la cura, dall’attenzione, nostra bacchetta magica, dalle domande di uno sguardo che allarga i confini, incontra lo stupore e contempla il mistero.
Il nostro sguardo sulla cura si svolgerà attraverso cinque momenti, cinque passaggi, uno per ogni giornata di Verso Sud festival.
Un possibile percorso, una traccia, l’inizio di un cammino.

Le cose qui descritte accadranno insieme ad altre frutto degli estri, degli incontri, del caso

9 settembre – ANTEPRIMA

Larghetto Mastrosanto
ore 16.30

Il Caffè della controra
Verso sud festival – la cura

Presentazione del progetto alla città
con Giuliano Maroccini, Luigi Piccarreta, Aldo Patruno, Massimo Mazzilli
concept e progetto architettonico: Michelangelo Olivieri (studio m12ad) e Beppe Dell’Aquila (LSB architetti associati)
a seguire: pallavolo con il sindaco

Verso Sud non è una rassegna di artisti, né un catalogo di spettacoli. Verso Sud è una tela, una rete da pesca, un romanzo che mette insieme attori e spettatori, artisti e luoghi. Proveremo a raccontarvi quello che per mesi ci siamo detti, chiedendo a tutti voi la stessa pazienza e la stessa fiducia che il narratore domanda al suo lettore. Il resto spetta a voi. Verso Sud è un romanzo collettivo, una storia da scrivere.

Bio

Giuliano Maroccini: formazione umanistica, direttore artistico e organizzativo di Verso Sud, è laureato in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Milano. Insegnante di lettere presso il Miur, ha pubblicato saggi e articoli letterari su riviste e in volume. Nel 2016 ha conseguito il master in event management presso Unisco.

 

Luigi Piccarreta: formazione ingegneristica internazionale (Double Degree al KTH di Stoccolma), direttore artistico e organizzativo di Verso Sud, inizia la carriera nel trading internazionale di commodities, con focus sulla guida e gestione di progetti sui derivati finanziari e il risk management. Attualmente MBA fellow del CdI, business School internazionale itinerante tra Parigi, Monaco, Ginevra e Torino.

Largo Aregano
ore 20.00

Per il figlio

Inaugurazione installazione site specific
di Luisa Terminiello

Dai figli che siamo al figlio che faremo.
“Per il Figlio” è il titolo e la dedica di un percorso fatto di installazioni ambientali nato da una riflessione su ciò che stiamo costruendo, demolendo, lasciando, nel tempo che abitiamo.

Bio

Luisa Terminiello classe 1992, affronta e percorre la scelta di un percorso autodidatta usando la fotografia come primo strumento per l’indagine del sé e dello spazio. Da qui un percorso che dalla fotografia intesa come rappresentazione di un istante unico porterà ad un avvicinarsi naturale all’installazione ambientale, così da integrare il primo linguaggio con in secondo, coerenti nella firma e in una continua scarnificazione di chiave estetica e simbolica.

Largo Aregano
ore 21.30

El Ruido de las Cosas

Concerto di Santiago Cordoba

El Ruido de las Cosas è un progetto caleidoscopico che mescola diversi strumenti a percussione, loops, piano, chitarra e oggetti di natura.
La musica, ben strutturata, pensata, ma anche sorprendente con rotture e cambi improvvisi, abbraccia con una eleganza raffinata un universo di suoni intensi e memorie dimenticate.

Bio

Santiago Cordoba (Buenos aires 1985)
Compositore, polistrumentista, inizia la sua carriera con il gruppo Violentango, band internazionale nel panorama del Nuovo Tango Argentino.
Con 6 album alle spalle e più di 50 concerti tra L’America Latina e l’Europa, partecipa ai festival più rilevanti della scena musicale. Nel 2016, inizia il suo progetto da solista pubblicando il primo album “Corso”, un progetto intimo che raccoglie tutte le suggestioni maturate nei più di 10 anni di esperienza musicale. Un progetto caleidoscopico che mischia insieme diversi strumenti a percussione, loops, piano e chitarra.

12 settembre – IL SILENZIO

Piazza Abbazia
dalle ore 20.30

-termìa. Il respiro degli inconsistenti

Inaugurazione mostra personale di Fabrizio Riccardi

testi critici di Gaetano Centrone

Le opere di Riccardi sono acropoli del ricordo, un tempio di macerie, intimo sentiero del rimosso. La sua pittura ha un odore più che una consistenza, il minimo comune denominatore è uno struggimento senza ragione, un sussulto di malinconia pacata. Un leggero disturbo coglie lo spettatore di fronte alle sue opere: i vuoti contano al pari dei pieni, nello spazio bianco si proietta un pallore vagamente mortuario, una cecità bianca e abbacinante, un’ode al silenzio.

Bio

Fabrizio Riccardi nasce a Corato il 14 Giugno del 1993. Comincia la propria formazione artistica presso l’Istituto Statale d’Arte di Corato (BA), dove frequenta il corso sperimentale ‘’Michelangelo’’, indirizzo Ebanisteria. Nel 2011 frequenta la Bottega dell’artista Gregorio Sgarra, figura chiave per il proprio percorso artistico e da lì prende avvio la sua carriera personale.

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Covarianze

Hybrid set
Performance sonora di Pier Alfeo

Bendarsi per poi vedere.
Alla successione degli eventi sonori è necessario un cambiamento di stato, le tensioni sono destinate al rilassamento per poi divenire nuovamente eccitazione e viceversa. Tali condizioni creano dipendenza reciproca: le compressioni e le rarefazioni s’influenzano tra loro condizionando l’andamento. Le sonorità elettroacustiche ed elettroniche si susseguono sfiorando le frontiere del rumorismo, del field recordings e della drone-ambient music; gesti e sfondi sonori coesistono, dialogano, raggiungendo dimensioni immersive.

Bio

Pier Alfeo classe ‘85
È un compositore di Musica Elettronica ed Elettroacustica, sperimentatore e ricercatore sonoro. Live Electronics Performer e Sound Designer nato come autodidatta ed attualmente frequentante il Corso di Musica Elettronica presso il Conservatorio N. Piccinni di Bari, dove studia Composizione, Informatica Musicale e Multimedialità. Realizza sculture sonore, opere di Sound Art e Performance Audio/Video. Ha rilasciato diverse pubblicazioni di Musica Elettronica Sperimentale sotto l’alias “Dubit” su vari supporti per etichette discografiche italiane e di calibro internazionale, si è inoltre esibito in disparate manifestazioni Europee.

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Lasciare andare con grazia

Primo quadro
Performance di danza nel silenzio di Amalia Franco

L’apparizione nasce dal silenzio del corpo, ovvero della materia: un silenzio che parla in lingue altre dalla nostra, e che pure sono non meno nostre. La domanda insinuante quanto banale che immerge in questo silenzio, in questa lingua, è ‘fino a che punto un corpo solido può sostenere la deformazione prima di rompersi?’.

Bio

Amalia Franco lavora sulle contaminazioni tra danza, marionette ibride e maschere espressive che realizza lei stessa. Lavora come artista indipendente e come performer per il Teatro del Lavoro e La barca dei matti, IfOperetor production.

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Tandem

Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello in concerto

Ci sono due modi di fare le cose insieme: perseguire due strade parallele che portano alla stessa meta, oppure pedalare all’unisono. Quest’ultima è la scelta che hanno fatto Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello, e l’album “Tandem” è l’approdo naturale di un rapporto artistico già rodato, di un’unione iniziata sul palco ma che trascende le regole delle classiche collaborazioni. Un viaggio magico, in una miscela di tensioni e distensioni, improvvisazioni magnifiche, lirismo ed energia pura, che catturerà l’ascoltatore in un suono incantevole.

Bio

Fabrizio Bosso inizia a suonare la tromba all’età di 5 anni e a 15 si diploma al conservatorio Giuseppe Verdi di Torino. Nel 2000 pubblica “Fast Flight”, il primo disco a suo nome. Nel 2002 esce il primo disco degli High Five intitolato “Jazz For More”, al quale seguirà “Jazz Desire” nel 2004, per la prestigiosa Blue Note “Five For Fun”nel 2008 e “Split Kick” per Blue Note Japan nel 2010. Fin dall’inizio della sua carriera Fabrizio può vantare collaborazioni importanti come, fra i tanti, Gianni Basso, Enrico Pieranunzi, Rosario Giuliani, Charlie Haden, Carla Bley.Con la Blue Note, pubblica nel 2007 uno dei suoi dischi più importanti, “You’ve Changed”, in quartetto e 13 archi magistralmente arrangiati da Paolo Silvestri, con alcuni ospiti come Stefano Di Battista, Bebo Ferra, Dianne Reeves e Sergio Cammariere, al quale deve l’ingresso nel mondo del pop e la sua prima apparizione al Festival di Sanremo. Sempre con la storica etichetta Blue Note, pubblica anche “Sol”, primo disco della formazione Latin Mood, nata nel 2006 e che condivide con Javier Girotto. Seguirà poi nel 2012 “Vamos”, pubblicato con la Schema Records. Era sempre di Schema Records anche “Handful Of Soul”, ancora con gli High Five, che consacrerà al successo Mario Biondi. Nel 2010 pubblica “Spiritual”, con Alberto Marsico e Alessandro Minetto con cui pubblicherà anche “Purple”nel 2013, per la Verve/Universal. Nel 2011, un altro punto di svolta: la registrazione, presso gli Air Studios di Londra, dell’album “Enchantment- L’incantesimo Di Nino Rota” con la London Symphony Orchestra e la ritmica di Claudio Filippini, Rosario Bonaccorso e Lorenzo Tucci. Gli arrangiamenti e la direzione sono di Stefano Fonzi. A un anno di distanza, esce il disco “Face To Face”, per Abeat Record, in duo con il fisarmonicista Luciano Biondini. Nel frattempo, molte sono le partecipazioni a Festival prestigiosi, in Italia e all’estero. In particolare, raggiunge una grande popolarità in Giappone, dove torna sistematicamente con i suoi progetti. Negli anni, partecipa ancora a Sanremo, sia con Sergio Cammariere che con Simona Molinari, Raphael Gualazzi e Nina Zilli. Molte sono le collaborazioni cross over (come “Uomini in Frac” dedicato a Domenico Modugno e “Memorie di Adriano”, dedicato al repertorio di Celentano) e anche interdisciplinari con “Il Sorpasso”, sonorizzazione dal vivo di un montaggio di immagini tratte dal capolavoro di Dino Risi , o “Shadows”, un omaggio a Chet Baker con Julian Oliver Mazzariello al piano e Massimo Popolizio voce recitante. Non mancano le partecipazioni di Fabrizio Bosso come solista, insieme a grandi direttori d’orchestra come Wayne Marshall o Maria Schneider, e nella rivisitazione della Bohème dal titolo “Mimì è una civetta”, ad opera di Alessandro Cosentino e nata da un’idea di Cristina Mazzavillani Muti. Alla fine del 2014, esce l’atteso duo con Julian Oliver Mazzariello “Tandem” (con ospiti Fiorella Mannoia e Fabio Concato) e nella primavera 2015 pubblica “Duke” (entrambi per Verve/Universal), dedicato a Duke Ellington, con il suo nuovo quartetto composto da Julian Oliver Mazzariello, Luca Alemanno e Nicola Angelucci e una sezione di sei fiati. Gli arrangiamenti e la direzione sono affidati al magistrale Paolo Silvestri. A Maggio 2016, sull’onda dell’incontro in occasione di Tandem e poi del progetto live “Canzoni”, esce il disco con Julian Oliver Mazzariello e Fabio Concato, “Non Smetto Di Ascoltarti”, pubblicato da Warner Music.

 

Julian Oliver Mazzariello nasce ad Hatfield in Inghilterra nel 1978. Gli anni ottanta sono stati anni di grandi cambiamenti per la musica in generale, ma particolarmente per il jazz dove un certo sig. Miles Davis ha praticamente rivoluzionato il concetto di musica in generale. Il primo artista che Julian ha ascoltato, all’età di 8 anni, è stato appunto Miles Davis ad un concerto alla Royal Festival Hall di Londra. Il resto è facile da dedurre. Comincia la sua carriera a 13 anni, in Inghilterra, vince il “Young Jazz Musician Of The Year”, premio indetto dal Telegraph. A 17 anni si trasferisce in Italia, a Cava dei Tirreni, luogo di origine del padre, dove tutt’ora risiede. Da allora a oggi Julian ha collaborato con artisti che vanno da Lucio Dalla, Alex Britti a Stefano di Battista a Enrico Rava, proprio per questa sua versatilità innata e coltivata da sempre. Partecipa alla nascita dell’High Five Quintet e da lì cominciano tante e valide collaborazioni. È stabilmente parte, oltre che del duo con Fabrizio Bosso, che ha appena inciso l’opera prima TANDEM per la Verve, anche del quartetto del trombettista torinese, del gruppo Yatra di Enzo Pietropaoli, del progetto Standards di Enrico Rava, di Lifestories, con Jim Mullen, Enzo Zirilli, Dario Deidda e del progetto Troc di Andrè Ceccarelli.

Via D’Onofrio, Vico Gisotti

Arte pubblica

Never 2501Negative spaces / Dinamic influences

I suoi lavori murali sono estremamente riconoscibili: linee ondulate bianche e nere che si alternano come i cerchi concentrici di un albero che si ripetono in modo quasi ipnotico. Ciò che più colpisce è l’assenza di colore, quasi totale. 2501 non è un entità fisica. 2501 è lo spirito nel guscio, si trasforma nel tempo senza limiti stilistici o di media, si nutre dell’ambiente circostante proponendo nuove e sommerse chiavi di lettura, sa che per vedere l’alba non c’è altra strada che la notte.

Bio

Never 2501

Milan-born artist 2501 works in a wide variety of mediums, including painting, installation, sculpture, photography, and film. Embarked in a quest for blank spaces, 2501 experiments with lines, shapes and motion in free compositions that show strictness all the while breaking art codes. At the age of 20, he settled in Sao Paulo to teach painting to shantytown children, after studying Cinema and video editing in Milan and Visual Communication at the New Bahaus University of Weimar, Germany. His multidisciplinary approach led him to take on a documentary approach which evolved toward the Nomadic Experiment project, a series of international exhibitions and a decennial digital archive focused around countercultures, communities, points of views and experiments all over the world. 2501’s site specific and socially committed work in constant dialogue with urban topography, mainly takes the form of murals, among which specific mural project carried on in Los Angeles, Miami, Sao Paulo, Milan, Roma, Detroit, Chicago, Ulan Bator, New York, Atlanta, Kiev. Always on the move due to a career that leads him to answer the calls of various art institutions and fairs around the world, he took part in numerous public art festivals like O.BRA, Living Walls, ALTrove, Art United Us, Artmossphere Biennale, Walk&Talk, Wabash Arts Corridor, Outdoor, Mural, Traffic Design, Painted the Desert Project. His art and process serve as an investigative conduit between an individual who has absorbed a number of principles from classical art and the application of them in a contemporary environment. He enjoyed many solo shows, among which La Macchina, at the Museum of Contemporary Art of Lissone, On the Brink of Disaster at Wunderkammern Gallery of Rome, See You On The Other Side and Anatomy of Restlessness at Soze Gallery in Los Angeles, Freedom of Choice at Celaya Brothers Gallery in Mexico City. Utilizing an approach that can be both primitive and sophisticated, the repetition of exploratory and evaluative line work is highlighted by 2501’s sensitivity to the relationship of the exacting details of surface and applicant. Equally important are the dynamics of open air, empty spaces and established structures or derelict buildings. The symbiotic relationship between positive and negative space is always at play, as each element swaps real estate back and forth.

13 settembre – L’OSCURITÀ

Piazza Abbazia
dalle ore 20.30

Wood grains

Inaugurazione mostra personale di Giuseppe Negro

testi critici di Gaetano Centrone

I lavori di Giuseppe Negro si caratterizzano per un forte attaccamento a una tradizione intrisa di preziosità della materia, dei tessuti, delle architetture, elementi tipici del territorio in cui egli vive. Gli ori, il nero del carbone, le stoffe dal sapore antico richiamano alla mente un certo misticismo, una certa religiosità. Opere che nascono e sembrano giungere da un passato comune, appartenente alla civiltà del sud, un racconto già vissuto e una memoria collettiva che egli “amplifica” mediante le dimensioni fisiche dei suoi lavori, cassa di risonanza che toglie il ricordo dall’oblio.

Bio

Giuseppe Negro Catanzaro, 1974
Ha compiuto studi artistici. Già docente di Plastica Ornamentale e Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, attualmente insegna Decorazione presso l’Accademia di Bari. Opera nel campo della sperimentazione visiva, collaborando con musei, gallerie e fondazioni d’arte.

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The comfort zone

Makai in concerto

Makai è un processo in divenire, iniziato nel 2010 e oggi perennemente in bilico tra l’elettronica nordica e il songwriting più intimista e mediterraneo, in un processo compositivo fatto di tagli e revisioni, riscritture e sovraincisioni, ripensamenti e labor limae continuo; un vortice di dicotomie irrisolte e irrisolvibili, alla ricerca di una perfezione che è un sogno e che sta dentro le palette dei suoni e la stretta griglia della forma canzone.

Bio

Makai è il moniker dietro cui si nasconde Dario Tatoli, producer, sound designer e polistrumentista, già nei Flowers or Razorwire (keats collective USA/Bizarre love triangles ITA) Makai è un processo in divenire, iniziato nel 2000 e oggi perennemente in bilico tra l’elettronica nordica e il songwriting più intimista e mediterraneo, in un processo compositivo fatto di tagli e revisioni, riscritture e sovraincisioni, ripensamenti e labor limae continuo; un vortice di dicotomie irrisolte e irrisolvibili, alla ricerca di una perfezione che è un sogno e che sta dentro le palette dei suoni e la stretta griglia della forma canzone. Hands è il suo primo ep ed è il racconto di un naufragio durato anni, in cui le mani sono approdo e distacco, polo attrattivo e repulsivo con cui si conosce e ci si fa scudo del mondo. 5 canzoni nostalgiche, in cui la cassa dritta della techno fa da contraltare alla dimensione acustica, dove voce e suoni si fondono in accordi che diventano racconti di un momento, di un istante. Hands si apre con il pezzo che dà il nome all’EP, un manifesto di intenti che racconta una lontananza mentre le luci della città continuano a lanciare i suoi bagliori. Last Days ha il passo nostalgico e allucinato delle notti bianche: un carillon che suona e tutt’attorno il silenzio. Missed, che è nel cuore dell’ep, ha l’incedere tumultuoso della mancanza mentre Summer si adagia su atmosfere dreampop: il sole, il caldo, il mare e il ricordo di un’estate ormai lontana. Sòfia è il pezzo che chiude il disco, il distacco definitivo, l’allontanamento dlla costa, la terraferma che è ormai un orizzonte lontano: una canzone che è fine e dissolvenza, una richiesta d’aiuto oppure semplicemente l’inizio di un nuovo viaggio, una direzione imprevista nel naufragio che continua.

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Lasciare andare con grazia

Secondo quadro
Performance di danza di Amalia Franco

Nel buio i confini si confondono. L’oscurità stessa non ha una forma propria, prende la forma di ciò che la contiene. Allo stesso modo gli innamorati di questo quadro, creature acquatiche sul fondo, prendono l’uno la forma dell’altro e così si contengono a vicenda.

Bio

Amalia Franco lavora sulle contaminazioni tra danza, marionette ibride e maschere espressive che realizza lei stessa. Lavora come artista indipendente e come performer per il Teatro del Lavoro e La barca dei matti, IfOperetor production.

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Dall’incubo sommerso le parole

Reading nel buio di Alfonso Guida

Parole dal buio e dal profondo giungono in superficie facendo luce.

Bio

Alfonso Guida (1973) vive a San Mauro Forte. Legato alle figure di Beppe Salvia, Dario Bellezza, Amelia Rosselli e Paul Celan, suoi testi sono apparsi, tra le altre, sulle riviste Poesia e Forum Italicum.
Vince il premio Dario Bellezza per l’opera prima con la raccolta Il sogno, la follia, l’altra morte (1998) e il Montale con la plaquette Le spoglie divise [15 stanze per Rocco Scotellaro] (2002).
Pubblica per i tipi di Poiesis Il dono dell’occhio (2011) e Irpinia (2012); Ad ogni passo del sempre (Aragno, 2013); L’acqua al cervello è una foglia (LietoColle, 2014); Poesie per Tiziana (Il Ponte del Sale, 2015). Varie le plaquette: Via Crucis, Note di terapia, Nous ne sommes pas les derniers.

Via Mercato, Piazza Abbazia

Arte pubblica

La Rouille – L’ombre blanche

I soggetti protagonisti delle sue opere sembrano spesso trascendentali, i volti e le figure umane sono appena percettibili. Esprimono una forte intensità emotiva, sembrano emergere con forza dalle superfici degradate.

Bio

La Rouille
Classe 1981, il suo nome d’arte significa Ruggine ed esprime perfettamente la sua essenza artistica. La Rouille è uno tra i più apprezzati e affermati street artist francesi. Autodidatta, è nato nel 1981 a Chambèry. I soggetti protagonisti delle sue opere sembrano spesso trascendentali, i volti e le figure umane sono appena percettibili. Esprimono una forte intensità emotiva, sembrano emergere con forza dalle superfici degradate. “L’arte per me è un modo di comunicare emozioni, belle o cattive che siano. Per me è come una nave che fluttua nelle emozioni e viaggia nel cuore.”

14 settembre – LA LUCE

Piazza Abbazia
ore 16.00

Il Caffè della controra
Sudestasi. La luce dei luoghi.

con Donato Emar Laborante e i respiri della Masseria Jesce
a seguire: la tedesca con l’artista

Una galleria delle Murge che sta nascendo in Masseria Jesce – Teatro della memoria, L’arte come servizio, sguardo sulla luce e sul paesaggio. Lo spazio come luogo sacro, non semplice contenitore, involucro. L’artista che vive la masseria, ne assorbe le sfumature, la storia. Opere e installazioni che vogliono ricucire la frattura che ha diviso l’uomo dal paesaggio. A raccontare questa storia Donato Laborante, custode della masseria e del respiro della Murgia.

Bio

Donato Laborante, cantastorie, ex calciatore, custode della masseria Jesce e del respiro della Murgia.

Piazza Abbazia

Hombre

La riVelazione della luce

di Claudia Fabris

“Cosa accade all’ombra quando la luce si fa accecante? Gli occhi umani non possono sopportare l’esperimento, ma l’occhio meccanico di una macchina fotografica ci soccorre. Ho finto una luce accecante sovraesponendo abbondantemente le immagini e ciò che emergeva eccitava occhi e mente. L’ombra si faceva letteralmente rivelazione di ciò che velava riportandomi alla memoria un passo della Genesi – la traduzione è direttamente dall’ebraico – in cui Dio creò l’Umanità nella propria ombra. Cosa poteva significare? Piccolo percorso foto-filosofico che conduce alla contemplazione della nostra ombra come luogo della rivelazione… e chi se lo aspettava?”

dalle ore 16.00

La lavanda dell’ombra

Piccolo rituale di purificazione per onorare l’ombra che sempre ci accompagna.
Una persona ferma in piedi nella piazza, il sole che proietta la sua ombra.
Una donna lava quell’ombra con acqua e sale e l’asciuga con panni bianchi puliti e mentre se ne prende cura le presta la sua voce e la fa parlare Le presta la sua voce e la fa cantare.

dalle ore 18.00

Hombre

Inaugurazione mostra personale di Claudia Fabris

al calar del sole

La caverna di Platone

video-installazione praticabile

Dispositivo video di relazione nomade di luce e ombre passanti.
Ricorda per consonanza e dissonanza il mito della Caverna che Platone racconta nella Repubblica.
Entrate anche voi nella caverna e giocate con la vostra ombra.

Bio

Claudia Fabris è nata a Padova nel 1973. Progetta spazi, installazioni ed interventi performativi che creano relazioni e sinergie tra la parola e la visione, l’ascolto e il gusto, in un percorso di ricerca artistica che trova nel corpo il proprio fulcro, coinvolgendo gli spettatori su differenti piani percettivi nella convinzione che la Bellezza e lo stupore silenzioso che genera possano ancora ricondurre ogni uomo allo spazio intimo e sacro della propria anima dove ogni trasformazione e rinascita trae origine, forza e nutrimento.
L’artista in qualità di attrice, performer, autrice, costumista e fotografa collabora dal 1999 con Tam Teatromusica di Padova, storica compagnia di teatro di ricerca in Italia, premio speciale Ubu 2014. Partecipa come artista dal 2011 con crescente adesione a tutte le 6 edizioni di Alto Fest (Teatringestazione) a Napoli, festival interamente realizzato nelle case, negozi, laboratori artigianali e spazi privati del centro storico di Napoli e dal 2014 con le sue performance è presente al festival
di Aliano La Luna e i Calanchi. Nel 2016 pubblica le Parole Sotto Sale con una piccola casa editrice napoletana, la sua definizione di Abbandono ispira la seconda edizione di Verso Sud Festival, a Corato, a cui contribuisce con più performance.

Chiesa di S. Francesco
ore 20.30

Il Cantico dei cantici

con Roberto Latini – Fortebraccio teatro

Nel sogno-messinscena di Roberto Latini, la Sposa e lo Sposo del Cantico dei Cantici lodano all’unisono il sentimento che li unisce, li attraversa e li allontana. Da qui, forse, la volontà di far abitare il palco da una presenza androgina, una rockstar sul viale del tramonto, cappotto viola, lungo fino alle caviglie, parrucca scura, rossetto e gli occhi cerchiati di nero da un trucco pesante; una presenza che trattiene in sé il maschile e il femminile, l’amore e il rovescio della sua medaglia, la condizione in cui l’umanità vive in sua assenza: la solitudine.

Bio

Roberto Latini Attore, autore e regista, si è formato a Roma presso Il Mulino di Fiora, Studio di Recitazione e di Ricerca teatrale diretto da Perla Peragallo, dove si è diplomato nel 1992. Tra gli altri, ha ricevuto il Premio Sipario nell’edizione 2011, il Premio Ubu 2014 come Miglior Attore e il Premio della Critica 2015. Direttore del Teatro San Martino di Bologna dal 2007 alla primavera del 2012, è il fondatore della compagnia Fortebraccio Teatro. Ha ricevuto il Premio Ubu 2017 come Miglior Attore o Performer per lo spettacolo Cantico dei Cantici.

 

Fortebraccio Teatro è una compagnia teatrale riconosciuta dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo dal 1999. Volta alla sperimentazione del contemporaneo, alla riappropriazione dei classici e alla ricerca di una scrittura scenica originale, vive della collaborazione artistica di Roberto Latini, Gianluca Misiti e Max Mugnai.

Piazza Abbazia
ore 22.30

Dal vivo senza poesia

Concerto-performance dei Biondo Dio

In tre sul palco, tra ritmi ossessivi, pedali analogici e divagazioni elettroniche, propongono un concerto che si avvicina ad un’esperienza rituale con finale catartico. Il gruppo ha la particolarità di suonare in controluce per non rivelare l’identità dei musicisti, a tale proposito dichiarano: “L’Italia è un paese omertoso anche nelle arti”.

Bio

Biondo Dio è un gruppo musicale che suona dal vivo il disco Zero Totale. In tre sul palco, tra ritmi ossessivi, pedali analogici e divagazioni elettroniche, propongono un concerto che si avvicina ad un’esperienza rituale con finale catartico. Nel 2016 la band ha esordito live in una grotta carsica presentando un suggestivo spettacolo di luci e suoni. Il gruppo ha la particolarità di suonare in contro luce per non rivelare l’identità dei musicisti, a tale proposito dichiarano: “L’Italia è un paese omertoso anche nelle arti.” L’album è stato pubblicato in tiratura limitata con una copertina manufatta in piombo.

Piazza Abbazia
ore 00.00

Ostia splendente del nonsenso e della luce

Ultimo canto di luce di Claudia Fabris

“Credo alla luce
Credo alla luce
Credo al buio che è un’altra luce…”
La mia professione di fede da una scala che non porta a niente
Sospesa tra le tavole della legge di Paolo Maria Cristalli
Trafitta dal bianco lucente
Canto

Bio

Claudia Fabris è nata a Padova nel 1973. Progetta spazi, installazioni ed interventi performativi che creano relazioni e sinergie tra la parola e la visione, l’ascolto e il gusto, in un percorso di ricerca artistica che trova nel corpo il proprio fulcro, coinvolgendo gli spettatori su differenti piani percettivi nella convinzione che la Bellezza e lo stupore silenzioso che genera possano ancora ricondurre ogni uomo allo spazio intimo e sacro della propria anima dove ogni trasformazione e rinascita trae origine, forza e nutrimento.
L’artista in qualità di attrice, performer, autrice, costumista e fotografa collabora dal 1999 con Tam Teatromusica di Padova, storica compagnia di teatro di ricerca in Italia, premio speciale Ubu 2014. Partecipa come artista dal 2011 con crescente adesione a tutte le 6 edizioni di Alto Fest (Teatringestazione) a Napoli, festival interamente realizzato nelle case, negozi, laboratori artigianali e spazi privati del centro storico di Napoli e dal 2014 con le sue performance è presente al festival
di Aliano La Luna e i Calanchi. Nel 2016 pubblica le Parole Sotto Sale con una piccola casa editrice napoletana, la sua definizione di Abbandono ispira la seconda edizione di Verso Sud Festival, a Corato, a cui contribuisce con più performance.

Via Mercato ang. Vico Lobello
ore 1.00

Into c’ddar

Concerti ed esperienze nelle grotte
Andrea Nabel live

Le interpretazioni di Nabel, molto incisive, accompagnano melodie placide e crescendo impetuosi, trame acustiche, eleganze di contrabbasso e riff chirurgici di chitarre elettriche. Il timbro, originalissimo, trasporta il linguaggio in una dimensione altra.

Bio

Andrea Nabel

 Nato a Castellana Grotte, cresciuto in campagna e trapiantato a Bologna. Tra le voci e penne più interessanti del panorama in ascesa italiano.

Vince il PIVI del MEI 2015 con il singolo “Sono qui” (primo videoclip a 360° in Italia). Vince il premio assoluto a Frequenze mediterranee 2016.

Esce il 20 Marzo 2017 il suo album d’ esordio “Punto e basta!”, nove brani fatti di campagne, campi sterminati e dei miracoli della spensieratezza. “L’ urlo del bambino presente in ognuno noi che non accetta compromessi e ricorda le promesse che tardiamo a mantenere”.

Da fine aprile 2017 calca numerosissimi palchi in tutta Italia come: il Locomotiv di Bologna, l’Eremo Club di Molfetta, il Reset Festival di Torino, Spaghetti Unplugged di Roma, Sofar Soud di Napoli e Torino, il Bravo Caffè di Bologna, il festival Musica Distesa, il Meeting del Mare, il MEI di Faenza e molti altri ancora.

Contestualmente all’uscita del disco esce il singolo “Non ti preoccupare” accompagnato dal videoclip che riceve grande apprezzamento dal pubblico e dalla critica giornalistica su testate e televisioni come Repubblica e Rai 3.

Dopo il tour estivo, attualmente Andrea è impegnato nel continuare a portare in giro le canzoni del suo primo disco e nella scrittura del secondo.

Piazza dei Bambini

Arte pubblica

Emanuele Poki – Il Giardino di Poki

Abbiamo imparato che un carciofo, se abbandonato, fiorisce. E se di quel fiore continuassimo a prenderci cura?

Bio

Emanuele, in arte, “Poki”, ha 27 anni, lo sguardo pulito, un grande talento e le idee chiare su quello che vuol dire essere uno street artist. Disegna quello che gli pare, dove gli pare e su qualsiasi dimensione e superficie senza avere vincoli. Ma il suo tratto si vede, anzi si sente, sui palazzi, sui muri diroccati, sui marciapiedi. Nei suoi pesci combattenti e nei sui rinoceronti-cavarella. Disegni fluttuanti e a tratti surreali che pescano l’ispirazione nella natura. Nemo phofeta in patria, ci sono più disegni suoi sparsi per le città d’Italia che nella sua città, Catania e tantomeno nel suo quartiere, Librino. Disegnatore-viaggiatore, o viaggiatore-disegnatore, le due cose si sovrappongono, si interscambiano, in una parola convivono. «Le mie due grandi passioni erano il disegno e il viaggio, ho cercato un modo per unire le due cose e ultimamente grazie alla street art ci sto riuscendo. Ho commissioni anche fuori dalla Sicilia e, per me, è un’opportunità per vedere posti nuovi e per fare quello che mi piace».

15 settembre – IL CORPO

Centro storico
ore 10.00

Manutenzione dello sguardo
laboratorio a passo d’uomo

Passeggiata aperta a tutti. Laboratorio di poster art riservato agli studenti
con Emanuele Poki

Bio

Emanuele, in arte, “Poki”, ha 27 anni, lo sguardo pulito, un grande talento e le idee chiare su quello che vuol dire essere uno street artist. Disegna quello che gli pare, dove gli pare e su qualsiasi dimensione e superficie senza avere vincoli. Ma il suo tratto si vede, anzi si sente, sui palazzi, sui muri diroccati, sui marciapiedi. Nei suoi pesci combattenti e nei sui rinoceronti-cavarella. Disegni fluttuanti e a tratti surreali che pescano l’ispirazione nella natura. Nemo phofeta in patria, ci sono più disegni suoi sparsi per le città d’Italia che nella sua città, Catania e tantomeno nel suo quartiere, Librino. Disegnatore-viaggiatore, o viaggiatore-disegnatore, le due cose si sovrappongono, si interscambiano, in una parola convivono. «Le mie due grandi passioni erano il disegno e il viaggio, ho cercato un modo per unire le due cose e ultimamente grazie alla street art ci sto riuscendo. Ho commissioni anche fuori dalla Sicilia e, per me, è un’opportunità per vedere posti nuovi e per fare quello che mi piace».

Centro storico
ore 10.00

Poesia strada strada

Passeggiata aperta a tutti. Laboratorio di poesia di strada riservato agli studenti
con Daniele Geniale

Bio

Daniele Geniale
Illustratore e designer grafico, si occupa di comunicazione visuale, continuamente affascinato e attratto da ogni forma di composizione, elaborazione e ricomposizione della realtà percepita visivamente, passando attraverso il filtro dei media più disparati.
Produce testi visuali considerando l’oggetto di ogni opera come parte del contesto che va oltre i confini del quadro, allargandosi alle pareti di una stanza, di uno spazio espositivo , fino all’ambiente urbano. Sensibile a ogni forma di street art, è impegnato nella rivalutazione del tessuto urbano dal quale trae continua ispirazione, creando immagini attraverso le tecniche dello stencil e dell’illustrazione a mano libera.
Acquisisce tutto ciò che dallo spazio circostante proviene, per restituire allo spazio stesso nuovi input.

Piazza dei Bambini
ore 10.00

La parola che cura

Lezione pubblica di Controra – piccola scuola naturale
con Hans Hermans, Giusi Quarenghi, Fuad Aziz, Angela Malcangi

Tutti noi siamo un’esperienza linguistica. Noi viviamo dentro la parola. Ma come funziona un linguaggio? Come funziona la parola? Tutto è dicibile? E tutto quello che viene detto è sempre comprensibile? In modo sorprendente e a volte inaspettato, cercheremo dentro di noi la “parola”. Dove nasce, come nasce, cosa farsene.

Bio

Hans Hermans
Belga, libro pensatore, artista, scrittore di poesie di carta, formatore, narratore, studioso di psicanalisi. Da più di trent’anni lavora nel mondo d’infanzia, come insegnante, come editore, come scrittore, come divulgatore e come artista. “Se vogliamo un mondo migliore dobbiamo iniziare dai bambini.” E del bambino lui si occupa sopratutto di due “specificità”: “le loro mani e la loro parola.” Caratteristiche umane talmente evidenti che delle volte ci dimentichiamo di dedicargli del tempo. Siamo essere u-mani, siamo essere parlanti. Il saper dire e il saper fare. “Dammi la mano, cosi camminiamo un po’ e ti racconterò… “ questo lo sappiamo fare solamente noi, umani. Ha fatto corsi di formazione in tutta Italia e all’estero. Tenute mostre in varie località. Incontrato bambini di centinaia di scuole. Scritto tante storie e articoli in varie riviste. Incontrato centinaia di genitori durante le serate di letture silenziose. Spera di poter fare ancora cosi per tanti anni, perché è felice di fare questo lavoro.

 

 

Giusi Quarenghi
Nata a Sottochiesa, in Val Taleggio, nel 1951 e vive a Bergamo. Ha scritto racconti, filastrocche, storielle, testi di divulgazione, sceneggiature, romanzi; ha rinarrato fiabe e miti; ha riproposto i Salmi ‘per voce di bambino’. Ha pubblicato con Eelle, Coccinella, Bibliografica, Capitello, La Margherita, Panini, Mondadori, Giunti, San Paolo, Nuages. Nel 2006, ha vinto il Premio Andersen come miglior scrittore. Del 1999, è la prima raccolta di poesie Ho incontrato l’inverno(Campanotto); del 2001, è Nota di passaggio (Book); del 2006, Tiramore (Marsilio).

Fuaz Aziz
Nato in una città antichissima nel cuore del Kurdistan, Arbil/Irak, nel 1951. Fin da
piccolo ha avuto dentro di sè la passione per l’arte. Ha studiato, infatti, presso l’Accademia di Belle Arti di Baghdad fino al 1974. Ha deciso, poi, di venire in Italia e si è iscritto all’Accademia di Belle Arti di Roma e poi di Firenze, dove ha conseguito la laurea. Pittore, scultore, da alcuni anni lavora anche come autore e illustratore di albi e libri per l’infanzia. Ha realizzato numerose mostre personali e collettive sia in Italia che all’estero e ha pubblicato numerosi libri presso molte case editrici italiane.

 

Angela Malcangi
Pugliese di nascita, lavora nella scuola da molti anni. Fa la maestra e non l’insegnante, perché un maestro non è sempre quello che dispensa conoscenza. Un maestro a volte si ferma e aspetta. E impara da e con i suoi alunni. Dall’incontro quotidiano con i bambini, infatti, attinge l’entusiasmo per cercare sempre nuovi stimoli, per far nascere curiosità, desideri, passioni. Le sue di passioni sono la poesia, la lettura, il teatro. Grazie a queste, ha conseguito con i suoi alunni premi e riconoscimenti tra cui il prestigioso premio di poesia San Pellegrino Festival che vince per due volte nel 2014 e nel 2018. Ha curato la scrittura, l’allestimento e la regia di molti spettacoli di teatro d’ombre, per conto di scuole elementari e medie, vincendo per due volte il festival internazionale teatro-scuola di Altomonte.
 Nel 2007 pubblica Che sia poesia, a cui fa seguito nel 2015 Apprendisti poeti (Secop). Sogna una scuola diversa, migliore. Se potesse, la trasformerebbe a modo suo, eliminando, per primi, voti e pagelle.

Al mercato
ore 11.30

180 gr

DJ set per signore e buste della spesa

Un progetto musicale ideato per valorizzare il ritorno alla cultura del vinile e alla musica mixata con attrezzature analogiche. La musica esce dal contesto abituale dei club e contamina il luogo della genuinità per eccellenza, il mercato rionale, per valorizzare e promuovere il territorio.

Bio

180 gr
Un progetto musicale ideato da N-Zino per valorizzare il ritorno alla cultura del vinile e alla musica mixata con attrezzature analogiche. La musica esce dal contesto abituale dei club e contamina il luogo della genuinità per eccellenza, il mercato rionale, per valorizzare e promuovere il territorio.

Larghetto Mastrosanto
ore 16.30

Il Caffè della controra
Da vicino nessuno è normale. Etica estetica delle condizioni differenti

con Enrico CastellaniStefano Masotti Claudia Fabris
a seguire: la tedesca con l’artista… sempre se portate il pallone

La disabilità non è una diversità, ma una condizione di vita. Ogni individuo è diverso dall’altro senza che per questo venga meno il valore. L’attenzione sta lì, sulla persona. La sua condizione, se proprio serve esprimerla, viene dopo.

Bio

Enrico Castellani
Nasce nel 1930 in provincia di Rovigo. Studia pittura e scultura in Belgio fino alla laurea. Nel 1956 torna in Italia e va a vivere a Milano, dove stringe amicizia con Piero Manzoni e collabora con Agostino Bonalumi e Lucio Fontana.
All’inizio è vicino all’arte informale e si ispira all’action painting, che decide di superare. Nel 1956 assieme a Piero Manzoni fonda la rivista Azimuth, che si propone proprio di azzerare le tendenze artistiche precedenti, sopratutto l’informale. Sviluppa lo shaped canvas (l’estroflessione), una modalità espressiva che consiste nel deformare la tela verso l’esterno e l’interno, in modo da creare dei giochi di volume. La tela è sempre monocromatica, cioè dipinta di un solo colore. Castellani utilizza un apparato di chiodi che, messi sul retro della tela, esercitano una pressione sulla superficie, creando così una serie di volumi e dei giochi di luce e ombra. Le sue opere hanno ispirato l’artista americano Donald Judd, uno dei massimi esponenti della mininal art, che considera Castellani il padre del minimalismo. Dagli anni ’60 partecipa a numerose esposizioni e allestisce diverse mostre in Italia e all’estero.

 

Stefano Masotti
Stefano Masotti è psicologo clinico, psicoterapeuta e operatore teatrale. Da diversi anni utilizza le pratiche del teatro in ottica educativa, formativa e terapeutica. Con l’ass.ne ZeroFavole di Reggio Emilia si occupa di etica ed estetica delle condizioni differenti. In ottica terapeutica ha utilizzato il teatro come strumento per migliorare i livelli qualitativi e quantitativi di persone in stato vegetativo o di minima coscienza. Per anni ha lavorato alla Casa dei Risvegli di Bologna. In questo caso nel processo di riabilitazione tramite il teatro, Stefano Masotti ha utilizzato protocolli clinici, dai quali si è visto che arricchendo la qualità dello stimolo attraverso il teatro, i parametri fisiologici e comportamentali del paziente presentano, nella maggior parte dei casi, una risposta positiva. Tra i vari progetti teatrali con pazienti e persone disabili, in disagio o in condizione di marginalità sociale, alcuni hanno avuto riconoscimenti medici, come il premio SIMFER per l’innovazione scientifica della riabilitazione italiana, e artistici, come la collaborazione con i Babilonia Teatri, fino all’ospitalità all’interno di festival riconosciuti come Biennale Teatro, Mittelfest e Roma Europa Festival. Alcuni progetti, infatti, non hanno solo uno scopo educativo o riabilitativo, ma anche artistico. È quindi chiaro che il tema del teatro come strumento di inclusione sociale stia ricevendo un interesse forte all’interno di istituzioni culturali.

Largo Aregano
dalle ore 18.30

Pietra, corpo, madre
Per un’idea di poema sulla Murgia

Reading di Guido Celli

Frammenti di un poema lirico nato per caso, tra il cardo selvatico, il geco, la ferula.

Bio

Guido Celli
è un poeta e nasce a Roma nel 1979, da padre romano e madre americana. Nella vita precedente a quella di ora è stato: pugile, buttafuori, pulitore, facchino e manovale. Ora, per campare, fa il magazziniere. Lascia alle sue spalle tre oramai antichi ricoveri psichiatrici e molti momenti difficili. Ma ce l’ha fatta, è sopravvissuto ed è qui. Ha avuto l’onore e il privilegio di collaborare artisticamente in varie forme e ruoli con Flavio Giurato, Joe Lally (Fugazi), Arash Irandoust, Pi Greco, Fumisterie, Isola Gay Posse, Emanuele Caputo Curandero, Sara D’Uva, Daniele Aristarco, Giulia Tripoti, Luca Guidi, Saint Huck, Cian Donnelly, Emanuele Poki, Alessandro Stefanelli, Umberto Petrocelli, Lapingra, Elisa Abela, Vincenzo Drago, Marco Bartolomucci. Ogni tanto ha pubblicato, ma poco e spesso male, nonostante abbia scritto 28 opere (fra poemi, sinfonie e quant’altro). La rivista di Milano “L’almanacco de La Terra Trema” lo ha preso a ben volere e in ogni suo numero ospita le sue poesie più recenti. Ha prodotto artisticamente gli ultimi due dischi di Flavio Giurato. E’ la voce e la poesia del gruppo electro-noise spokenword Cor:unedo. Nel tempo libero scrive, gira e monta videoclip per l’underground musicale italiano.

Via Mercato ang. Vico Lobello
ore 19.00

Murgia

Di e con Michele Sinisi – TeatroxCasa

Lo spettacolo è la narrazione di un viaggio di ritorno.
Un giovane natio delle Murge ignaro della sua identità di uomo e dei ritmi e idee del suo popolo, scopre per la prima volta quel paesaggio in una delle sue visite alla terra da cui è lontano: decide di restare? 

Bio

Michele Sinisi

Nato ad Andria, si laurea in Lettere all’Università La Sapienza e partecipa a diversi laboratori (Claudio De Maglio, Stefano Perocco di Meduna, Marco Baliani, Valerio Binasco, Geraldine Baron, Leo Muscato).
Premio Della Critica 2016, finalista nel 2014 e nel 2008 e più volte segnalato per i Premi UBU a teatro esordisce nel 1996 con La Bottega del caffè e negli anni è diretto da registi come Baracco (Hamlet), Binasco (Noccioline), Janezic (Zio Vanja), Muscato (Il Guaritore; La Rivincita), Ianniello (Canoe), Lorenzi (Platonov), Cruciani (La Palestra e PreAmleto), Bruni (I Reduci; Sette contro Tebe), Bia (Accadueò), Gonella (Sacco & Vanzetti) e Conte. Lavora su testi di drammaturgia contemporanea e su testi classici:  regista ed interprete di spettacoli come Caligola, La Masseria Delle Allodole, I Promessi Sposi, Miseria e Nobiltà, Scene D’Interni, Riccardo III, L’arte della commedia, Le scarpe, Sequestro all’italiana, Amleto, Konfine; regista in La prima cena, Il sogno degli artigiani, Agamennone, Macbeth e Moby Dick; anche autore, oltre che interprete, di spettacoli come Murgia – spettacolo GENERAZIONE SCENARIO 2003 – Li Mari Cunti, Ettore Carafa, Otello. Per la TV partecipa a serie come Squadra antimafia 7, 1993. Per il cinema, recita in numerosi cortometraggi e film tra cui Thanks for vasellina di Gabriele De Luca, Il Giorno più bello di Vito Palmieri, Il bene mio di Pippo Mezzapesa e CHI M’HA VISTO di Alessandro Pondi.

Teatro comunale
ore 20.30

Purgatorio

con Enrico Castellani e ZeroFavole – Babilonia Teatri

Purgatorio è i nostri segreti e i nostri desideri.
È un sacco da box che oscilla sopra le nostre teste. Le sue oscillazioni ci sfiorano e ci accarezzano. Ci cullano e ci sbattono. Non sono oscillazioni regolari, né continue. Sono scosse come quelle della corrente alternata. Il pendolo ci ricorda che la nostra parabola non è infinita. Ogni attimo il tempo di oscillazione diventa sempre più breve fino alla stasi. Alla pace. Con Purgatorio ci chiediamo se è dopo la fine che si comincia a purgare, come ci racconta Dante, o se invece, al contrario, con la fine si mette fine al nostro purgare.

Bio

Babilonia Teatri è una compagnia teatrale italiana fondata nel 2005 da Valeria Raimondi e Enrico Castellani, con sede ad Oppeano (provincia di Verona), in località Le Merle, due volte vincitrice del Premio Ubu (2009 e 2011) e di un leone d’argento per l’innovazione teatrale alla Biennale di Venezia (2016). La compagnia è nata nel 2005 intorno a un progetto sulla guerra in Iraq che si chiamava Cabaret Babilonia. Lo spettacolo non ha visto la luce, ma da quel titolo è nato il nome della compagnia.
Da allora ha portato i suoi spettacoli nelle principali città italiane, europee e non (Berlino, Parigi, Sarajevo, Strasburgo, Bogotà, Mosca). Oltre ai vari premi la compagnia ha ricevuto anche 2 premi Ubu: nel 2009 il premio speciale come gruppo guida dell’attuale cambio generazionale e nel 2011 come miglior Nuovo testo italiano o ricerca drammaturgica assegnato ai due fondatori, Valeria Raimondi e Enrico Castellani.

Piazza di Vagno
ore 22.00

Ogni notte ti metto insieme osso per osso

Performance site specific con Amalia Franco e Anna Moscatelli

Socrate raccomandava ai giovani di guardarsi sovente allo specchio: perché vedendo quanto fossero belli, se ne rendessero degni.

Bio

Amalia Franco lavora sulle contaminazioni tra danza, marionette ibride e maschere espressive che realizza lei stessa. Lavora come artista indipendente e come performer per il Teatro del Lavoro e La barca dei matti, IfOperetor production.

 

Anna Moscatelli consegue il BA (Hons) Dance Theatre Honour Degree presso il TrinityLaban Conservatoire of Music&Dance di Londra e attualmente collabora con Sosta Palmizi, I Nuovi Scalzi, La luna nel letto, Senza Piume Teatro.

Piazza Di Vagno
ore 22.30

Vida Eterna

Ninos du Brasil in concerto
apertura di Maria Cristallo

Un concerto dei Ninos Du Brasil si pone tra l’esperienza mistica, un rito pagano e una festa carnevalesca. Una ricetta all’insegna del ritmo al cubo, al cospetto della quale stare fermi è praticamente impossibile.

Bio

Nicolò Fortuni e Nico Vascellari hanno dato vita ai Ninos du Brasil all’inizio degli anni Dieci, proponendo un duo che sta a cavallo tra la musica e l’installazione artistica. Vida Eterna raccoglie, fondamentalmente, lo scettro di Novos Mistérios. Esso non si discosta particolarmente dalla produzione dell’esordio; è sempre questa estasi allucinata di percussioni, l’incedere inesorabile del 4/4, bassi lisergici e insondabili.

Piazza Abbazia
ore 00.00

Vita talassocratica

Reading di Dario Zumkeller

La poesia di Zumkeller getta l’immaginazione in scacco e sospinge l’ascoltatore a concepire una dimensione altra, composta da una logica ulteriore, un abbaglio di coscienza.

Bio

Dario Zumkeller

Si è laureato nel 2007 in Sociologia all’Università degli Studi di Napoli Federico II e nel 2013 ha conseguito il Master in Ricerca Sociale presso l’Università di Aberdeen, in Scozia.

Dal 2008 al 2010 ha frequentato il Laboratorio di Poesia, istituito dal Comitato di Napoli della Società Dante Alighieri e diretto da Enrico Fagnano. Con lo stesso ha preso parte a letture e interventi in varie strutture, tra le quali la Galleria lineadarte, il Teatro Start Interno5, il Fiume di Pietra di Paola Acampa, l’Istituto Gorkij, la libreria Dante e Descartes e il caffè letterario evaluna di Lia Polcari.

Dal 2010 al 2013 ha vissuto in Irlanda e in Scozia, dove ha letto propri testi in diversi spazi, tra i quali “The Dock Theatre” di Carrick on Shannon, in Irlanda, e il “Poetry Book and Beans” di Aberdeen, in Scozia.

Nel 2013 è stato tra i fondatori dell’associazione culturale La parola abitata, con la quale è intervenuto nelle rassegne organizzate dalla libreria Papiria di Sergio Guida e dal Teatro Spazio Libero di Vittorio Lucariello.

Nel 2015 ha partecipato alla rassegna organizzata da Costanzo Ioni “Le scale Leopardi” e alle serate organizzate da Ferdinando Tricarico presso il caffè letterario “Il tempo del vino e delle rose”.

Dal 2010 Dario Zumkeller collabora con la Filma Manent alla scrit- tura di sceneggiature per cortometraggi e per lungometraggi.

Testi suoi sono stati pubblicati in raccolte digitali, in riviste, tra le quali Tracce di Pino Bertelli e Levania di Eugenio Lucrezi, e nelle anto- logie Accenti (Società Dante Alighieri di Napoli, 2010), La Parola Abitata(Società Dante Alighieri di Napoli, 2012) e Dintorni (edizioni La parola abitata, 2015).

Piazza Abbazia
ore 00.30

Il peso del vinile

DJ set a cura di 180 gr

Dj set fino a notte fonda, con dischi in vinile: raffinato, ma fino a un certo punto.

Bio

180 gr
Un progetto musicale ideato da N-Zino per valorizzare il ritorno alla cultura del vinile e alla musica mixata con attrezzature analogiche. La musica esce dal contesto abituale dei club e contamina il luogo della genuinità per eccellenza, il mercato rionale, per valorizzare e promuovere il territorio.

Via Mercato ang. Vico Lobello (into c’ddar)
ore 1.30

Into c’ddar

Concerti ed esperienze nelle grotte
La cameriera di poesia con Claudia Fabris
Fino ad esaurimento posti

Questa ristorAzione nasce dal desiderio di nutrire lo spirito con la stessa cura con cui si nutre il corpo, offrendo la possibilità di ascoltare le parole incorniciate dal silenzio, esperienza rara al giorno d’oggi, dopo averle scelte dai menù proposti, esattamente come in un ristorante.

Bio

Claudia Fabris è nata a Padova nel 1973. Progetta spazi, installazioni ed interventi performativi che creano relazioni e sinergie tra la parola e la visione, l’ascolto e il gusto, in un percorso di ricerca artistica che trova nel corpo il proprio fulcro, coinvolgendo gli spettatori su differenti piani percettivi nella convinzione che la Bellezza e lo stupore silenzioso che genera possano ancora ricondurre ogni uomo allo spazio intimo e sacro della propria anima dove ogni trasformazione e rinascita trae origine, forza e nutrimento.
L’artista in qualità di attrice, performer, autrice, costumista e fotografa collabora dal 1999 con Tam Teatromusica di Padova, storica compagnia di teatro di ricerca in Italia, premio speciale Ubu 2014. Partecipa come artista dal 2011 con crescente adesione a tutte le 6 edizioni di Alto Fest (Teatringestazione) a Napoli, festival interamente realizzato nelle case, negozi, laboratori artigianali e spazi privati del centro storico di Napoli e dal 2014 con le sue performance è presente al festival
di Aliano La Luna e i Calanchi. Nel 2016 pubblica le Parole Sotto Sale con una piccola casa editrice napoletana, la sua definizione di Abbandono ispira la seconda edizione di Verso Sud Festival, a Corato, a cui contribuisce con più performance.

Via Casale

Arte pubblica

Fuad Aziz – Il mio colore

Illustratore, pittore e scultore, favolista, il tratto di Fuad Aziz ha in sé l’essenzialità delle cose primitive, e il colore dei sogni.

Bio

Fuad Aziz
Nato ad Arbil nel Kurdistan Iracheno nel 1951. Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Baghdad nel 1974. Nel 1977 si diploma all’Accademia di Belle Arti di Firenze, città dove vive da oltre trent’anni. Ha presentato le sue sculture in numerose mostre personali e collettive in Italia ed all’estero, realizzando opere permanenti in varie città. È Autore di numerose mostre di illustrazioni, di testi ed illustratore di libri per l’infanzia.

16 settembre – L’AMORE

Piazza dei Bambini
ore 10.00

Il villaggio dei popoli

Laboratorio aperto di Controra – piccola scuola naturale
con Fuad Aziz

Un villaggio del Mediterraneo sarà il protagonista di questa attività. Lo costruiranno i bambini con carta e cartone e lo popoleranno di personaggi e storie.

Bio

Fuad Aziz
Nato ad Arbil nel Kurdistan Iracheno nel 1951. Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Baghdad nel 1974. Nel 1977 si diploma all’Accademia di Belle Arti di Firenze, città dove vive da oltre trent’anni. Ha presentato le sue sculture in numerose mostre personali e collettive in Italia ed all’estero, realizzando opere permanenti in varie città. È Autore di numerose mostre di illustrazioni, di testi ed illustratore di libri per l’infanzia.

Chiostro del Comune
ore 11.30

Pro-fuga
Suoni, visioni e profumi migranti

di e con Giovannangelo De GennaroNicola Nesta e Peppe Leone
a seguire: piccolo pranzo etnico comunitario… se portate qualcosa

Due musicisti che s’incontrano e dialogano con strumenti musicali del mediterraneo, proponendo un coinvolgente viaggio attraverso le musiche migranti, l’elettronica e l’arte della cucina.
Pro-fuga è il risultato di una ricerca fatta di suoni e ingredienti lontani che, nota dopo nota si avvicinano, per mettere su una tavola fatta di differenze, un piatto costruito attraverso il bisogno del nutrimento non soltanto fisico.

Bio

Giovannangelo De Gennaro
Canto, viella, Kamanchè, kaval e flauto traverso.
È musicista e da circa 8 anni si dedica alla cucina in particolare quella del mediterraneo. La sua ricerca spazia attraverso sonorità di “confine” ed è arricchita da una forte passione innata: la cucina. Figlio di pescatore, sin da piccolo è stato vicino al mare e a tutto il suo universo. Osservatore attento, viaggiatore con la mente e con il corpo, fa dei suoi piatti racconti di viaggio, dondolando tra cucina e musica.

 

Nicola Nesta
Dopo gli studi accademici di chitarra presso il Conservatorio N.Piccinni di Bari, e numerosi corsi di perfezionamento sotto la guida di maestri come Oscar Ghiglia, Alirio Diaz e Stefano Grondona, accanto all’attività concertistica chitarristica intraprende ricerche nell’ambito della musica Medievale fondando con G. De Gennaro l’Ensemble Calixtinus nel 1992.

Parrocchia Sacra Famiglia
ore 15.00

Bianchi contro Negri

Partita di calcio senza esclusione di colpi

Larghetto Mastrosanto
ore 17.00

Il Caffè della controra
Odissea di un migrante

con Mohamed Ba, Viviana Di Bartolo, Annalisa Camilli, Kader Diabate, Daniela Maggiulli
modera Francesco Oggiano
a seguire: niente, saremo stanchi

Perché lasciano il loro Paese per tentare la via del mare? Com’è veramente il loro viaggio? E una volta qui, si rubano veramente i nostri soldi? Qualche domanda terra terra su chi lascia la propria terra. Con le risposte e i racconti di chi quell’odissea l’ha vista da vicino.

Bio

Annalisa Camilli
Nata a Roma nel 1980, è inviata della rivista Internazionale, per cui lavora dal 2007, negli ultimi anni in particolare ha seguito le rotte dei migranti e i loro viaggi verso l’Europa. Ha lavorato a Rainews24 e all’ufficio di Roma dell’Associated Press. Il suo reportage La barca senza nome ha vinto l’Anna Lindt journalism award 2017.

 

Mohamed Ba
Originario del Senegal, vive in Italia da sedici anni e lavora come formatore, educatore, attore e drammaturgo teatrale. Ha messo in scena, tra gli altri, Negritudine, Sono incazzato bianco e Riscatto. Collabora con numerose associazioni per diffondere i valori «Intercultura»: «Cerco di costruire un ponte che colleghi il meglio di quello che determina il mio essere africano prima, senegaliano poi, con il meglio che il territorio che mi ospita mi offre». Nel 2007 è stato aggredito per il colore della pelle, a Milano. In tutta risposta, ha scritto una lettera al suo aggressore.

 

Viviana Di Bartolo
38 anni, diplomata con un Master in Diritti umani, ha lavorato a lungo nei centri di
accoglienza migranti in Sicilia e a Bologna. Attualmente lavora come operatrice a bordo della nave Aquarius di Sos Mediterranee.

 

Kader Diabate
è nato in Costa D’Avorio e qui ha imparato l’arte di vivere in armonia con l’ambiente e le persone. Già da bambino ha sentito forte l’impegno civile e l’incontro con la storia eroica di Thomas Sankarà lo ha portato a combattere battaglie sociali e culturali che lo hanno formato, dando un’impronta distintiva a un’esistenza intessuta di studi sociali e politici. A 17 anni ha lasciato il suo paese, per inseguire il sogno di proseguire un percorso culturale che in Costa D’Avorio gli veniva impedito. Attraversando il deserto e il Mediterraneo, con la tappa obbligata dei campi libici, è arrivato a Reggio Calabria e da qui è stato trasferito a Camini, piccolo paese in Locride, votato all’accoglienza sull’esempio di Riace. L’incontro con gli intellettuali e gli artisti della Casa della Poetessa di Riace è stato decisivo per riprendere il percorso di crescita umana e culturale e proseguire un cammino che oggi lo vede protagonista di azioni di promozione sociale e culturale sia in Africa che in Italia. In uscita nei prossimi mesi il suo primo libro biografico.

 

Daniela Maggiulli
è un’insegnante e mamma pugliese, ma ha vissuto a Riace per circa due anni. Qui ha incontrato un’umanità variegata, colorata, multietnica, piena di giovani e bambini di tanti paesi del mondo che vivono ogni giorno in un borgo che sembra uscito dal sogno di un utopista innamorato dell’umanità. E ha lasciato il suo mondo per un po’, per andare a portare poesia e sorrisi pieni di gratitudine a quella terra e a quella comunità, che le ha curato le ferite dell’anima. Nella ruga della Casa della Poetessa, nome romantico della sua residenza per artisti, ha seminato versi al vento, sparpagliato sassi con cuori rossi, dipinto porte e scale, affrescato pareti, coltivato giardini e incontrato il cuore dell’umanità, dell’ancestrale Calabria e del Mondo oltre il Mare. Disperazioni che si incontrano e si trasformano in momenti preziosi e necessari di condivisione e di comunità, di amicizia e di sostegno reciproco, di bellezza e di attenzione all’altro.

 

Francesco Oggiano
Giornalista professionista, pugliese di nascita e milanese d’adozione, lavora per Vanity Fair, dove si occupa di attualità e politica. Ha pubblicato un libro sul Movimento 5 Stelle (Beppe Grillo parlante, Cairo Editore).

Piazza dei Bambini
ore 18.30

Il Riscatto. Dalla Savana al Municipio.

Monologo di Mohammed Ba

Il riscatto è uno spettacolo che ci porta a toccare con mano tutto quello che bisogna sapere sul fenomeno migratorio, e forse a capire almeno un perché tra gli altri mille perché. 

Bio

Mohamed Ba
Originario del Senegal, vive in Italia da sedici anni e lavora come formatore, educatore, attore e drammaturgo teatrale. Ha messo in scena, tra gli altri, Negritudine, Sono incazzato bianco e Riscatto. Collabora con numerose associazioni per diffondere i valori «Intercultura»: «Cerco di costruire un ponte che colleghi il meglio di quello che determina il mio essere africano prima, senegaliano poi, con il meglio che il territorio che mi ospita mi offre». Nel 2007 è stato aggredito per il colore della pelle, a Milano. In tutta risposta, ha scritto una lettera al suo aggressore.

Chiesa di San Francesco
ore 19.30

Cantillazioni

Performance di danza di e con Amalia Franco, Anna Moscatelli, Renata Frana

È un atto d’amore. Quell’amore che ristruttura e ripara l’architettura della creazione. Lo ‘stato amoroso’ del corpo corrisponde allo slancio fuori, verso altro da sé, alla rinuncia, anche solo per un attimo, al proprio personale baricentro.

Bio

Amalia Franco lavora sulle contaminazioni tra danza, marionette ibride e maschere espressive che realizza lei stessa. Lavora come artista indipendente e come performer per il Teatro del Lavoro e La barca dei matti, IfOperetor production.

 

Anna Moscatelli consegue il BA (Hons) Dance Theatre Honour Degree presso il
TrinityLaban Conservatoire of Music&Dance di Londra e attualmente collabora con Sosta Palmizi, I Nuovi Scalzi, La luna nel letto, Senza Piume Teatro.

 

Renata Frana si dedica alla musica e all’arte visiva. Suona il basso elettrico e la dilruba. Approfondisce lo studio della musica classica indiana e afghana. Co-fonda il collettivo artistico IOtilde, progetto di musica elettronica.

Teatro degli Intonaci
ore 20.30

Verso altri cieli, verso altri amori:
il paese che adottò il poeta

Reading-concerto con Paolo Maria Cristalli e Gianluca De Rubertis

Corato è il primo paese al mondo ad aver adottato un poeta. Paolo Maria Cristalli adesso vive anche grazie a una pensione di genialità raccolta dalla comunità di Verso Sud attraverso un crowdfunding. Le sue poesie si mescoleranno alle note e alle parole di Gianluca De Rubertis, raffinatissimo, profondo cantautore.

Bio

Paolo Maria Cristalli
poeta e autore di canzoni
vive con tre gatti tra fastidiose correnti di povertà
e cumuli di scatole con cui si ripromette di creare opere d’arte
ha inaugurato la seconda edizione di Verso Sud in un mercoledì d’ottobre con la
tramontana
abbiamo deciso di adottarlo perché è un poeta e altro non può essere.
Nel 2010 Ha vinto il premio de andrè.

 

Gianluca de Rubertis
Gianluca De Rubertis nasce a Lecce nel 1976.
Nel 2001 fonda, assieme alla sorella Matilde, a Riccardo Schirinzi e Giancarlo Belgiorno, gli Studiodavoli, che vincono l’Arezzo Wave festival 2002 e nel 2003 firmano per Recordkicks con cui pubblicano “Megalopolis” (2004) e “Decibels for dummies” (2006), imponendosi sin da subito come band unica in Italia per suono, stile e riferimenti. Questi gli esordi. Oggi con Leo Pari, Dario Ciffo e Lino Gitto porta in giro una retrospettiva musicale su Lucio Battisti che riscuote notevole successo in molti club italiani. Nel maggio 2015 entra in contatto con MarteLabel, già etichetta per Dellera e Nobraino, ed è con quest’ultima che Gianluca fa uscire il suo secondo album L’universo Elegante.

Piazza di Vagno
ore 22.30

SonOra

OEOAS in concerto. Sessanta musicisti per Verso Sud, diretti da Elio Martusciello

Un incontro tra improvvisazione orchestrale e composizione con musicisti che operano in nuove tecnologie elettro-elettroniche e musicisti con strumenti acustici tradizionali. Saranno 60 gli interpreti provenienti da tutta Italia e saranno diretti da uno dei massimi esponenti italiani della musica di ricerca a livello mondiale: Elio Martusciello. SonOra sarà una performance dove la dislocazione dei musicisti sarà una vera sorpresa per il pubblico.

Bio

Elio Martusciello è un musicista e compositore italiano autodidatta di musica sperimentale, e insegna musica elettronica al conservatorio di Napoli. Ha studiato fotografia con Mimmo Jodice e arti visive con Carlo Alfano, Armando De Stefano e Rosa Panaro. La sua estetica musicale deriva essenzialmente dall’arte acusmatica, ma oltre alla composizione musicale acusmatica egli compone per strumenti e live electronics, opera nell’ambito dell’installazione d’arte, dei multimedia, delle arti visive e dell’improvvisazione elettroacustica.

Chiostra d’Onofrio
ore 00.00

Street art e santità
La Madonna fotografica

Inaugurazione edicola votiva contemporanea di Claudio Laudani

Primo progetto nel mondo che si occupa della nascita di nuove edicole votive, con
linguaggio artistico contemporaneo, fotografico. Prima tappa di un progetto che proseguirà negli anni, riempiendo Corato di nuovi simboli artistici legati alla ricerca sul sacro. Un progetto innovativo, che se da una parte rinnova i canoni della cosiddetta street art, ricongiungendoli con una radice sacra, dall’altra opera sull’iconografia sacra, umanizzando la figura di Maria ma “trasmodando” allo stesso tempo le sue sembianze, secondo l’uso dantesco del verbo (Par. XXX, 19-20). 

Bio

Claudio Laudani laureato in matematica all’università di Padova , ha lavorato presso lo studio degli scultori Romano e Ruggero Abate e Sergio Longo e frequentato l’accademia del ferro di Toni Benetton , iniziatosi come autodidatta alla pittura viene scoperto nel 2002 dallo scrittore padovano Giulio Mozzi che inventa un modo di narrare ispirato alle sue opere. Alcuni blog di New York e Los Angeles pubblicano i suoi quadri. Vari scrittori apprezzano e scrivono sulla sua opera tra cui Umberto Casadei e Vitaliano Trevisan.
Attualmente studia la possibile unificazione del concetto di ‘riconoscimento di forma ‘tra arte, informatica e matematica’.

Chiostra d’Onofrio
a seguire

Violazioni
il suono dei luoghi

Concerto per viola da gamba a lume di candela e profumo d’incenso
con Vito Maria Laforgia

Il progetto violAzioni è un viaggio sonoro che attraversa le suggestioni timbriche della musica antica e di quella della tradizione del bacino del Mediterraneo, attraverso la pratica dell’improvvisazione e la ricerca timbrica.

Bio

Vito Maria Laforgia
Attivo sulla scena musicale italiana da molti anni, ha studiato, come contrabbassista, tecnica strumentale ed improvvisazione con: Ray Brown, Peter Kowald, Bruno Tommaso, Furio DiCastri, Paolino Dalla Porta e ai seminari di Siena Jazz e We Love Jazz di Genova. Ha, inoltre, intrapreso lo studio della viola da gamba, che utilizza in progetti specifici, anche con l’uso dell’elettronica.
Ha suonato e collaborato con molti musicisti ed artisti di diversa estrazione, tra i quali: Peter Kowald, K.Ohta, Y. Tachibana, Antonello Salis, Gianluigi Trovesi, Guido Mazzon, C.Actis Dato, E.Colombo, Roberto Ottaviano, Sandro Satta, Michele Rabbia, Mike Cooper con il danzatore indonesiano N. B. Kentus e molti altri.
Ha partecipato a numerosi festival e rassegne di jazz e di musica improvvisata e di musica etnica. Ha curato le musiche nello spettacolo teatrale ‘Mondo G’ su Giorgio Gaber ed è stato ideatore di numerosi progetti musicali e multimediali.
Particolarmente interessato alla ricerca delle potenzialità timbriche del Contrabbasso oltre che alla utilizzazione dell’elettronica e di alcuni strumenti etnici, ha inciso una quindicina di cd con diverse formazioni.
E’ fondatore dell’etichetta discografica indipendente “Afk Records”.
A luglio 2017 è stato pubblicato l’ultimo lavoro discografico “2X”, in duo con Giuseppe Mariani, per viola da gamba ed elettronica, pubblicato dall’etichetta Setoladimaiale – musiche non convenzionali.

“La passione per la musica è già da sola una confessione”
(Emil Cioran)

Altri fatti

Per fatti loro

Controra – piccola scuola naturale

a cura di Angela Malcangi e Hans Hermans

Via Duomo, Piazza Sedile

Street Sud

Artigiani della materia, dello spazio, della parola

Via Duomo ang. Via Murri

Il cortile dei poeti trascurati

via Mercato ang. Vico Lobello

Into c’ddar

Musica e vino nelle grotte

Via Duomo ang. Via Murri

Ti amo come si amavano i nostri avi

di Elvira Frak con Davide Giaquinto

Via Duomo ang. Via Murri

Il cuore della bellezza

poesie di Antonio Avenoso

In giro

Atti di cura

Kris Rizek

Piazza Abbazia

Retrospettiva

Installazione di ageproject / Giuseppe Magrone

Le vedrete

Spazio

sculture di Katia Addese

Chiostro del Comune

Suggestioni

foto di Giuseppe Olivieri

Infopoint Verso Sud

Folegni: geometria dell’abbandono

foto di Camillo D’Angelo

Piazza Sedile

Kalura Meridionalismo

comizi di Nicozazo

Piazza Abbazia

Bagno sonoro

a cura di Francesco Navach e Cristina Dimauro

Vico Abbazia

Ri-volti Verso Sud
Una comunità che nasce sulla carta

Cristiano Crescenzi

per le strade

Affisioni poetiche

Libreria casa editrice Anima Mundi